Pizzo Palù Occidentale 3823m
Via Zippert

Ascensione dalla linea quasi perfetta e al riparo da pericoli oggettivi, almeno per quanto riguarda la parte alta, qualche pericolo di caduta sassi solo nella parte bassa se le temperature sono alte.
La salita non è particolarmente impegnativa a livello tecnico, al contrario a livello fisico è richiesta un’ottima preparazione, soprattutto se si decide di partire dal basso senza funivia portando tutto l’occorrente per un bivacco sul ghiacciaio e le condizioni termiche non sono delle migliori. Fortunatamente il mio compagno di cordata era più allenato di me ed ha battuto tutta la parte alta della via in una neve indegna di essere chiamata tale. Probabilmente con condizioni migliori l'impegno fisico cala notevolmente, da tener presente che una volta terminata l'ascensione non è finita la giornata, infatti bisogna attraversare i Pizzi Palù su creste che richiedono piede fermo ed una certa esperienza alpinistica qualora siano sprovviste di traccia. Il mio consiglio è di andare in primavera o quantomeno con lo zero termico basso per sfruttare al meglio il rigelo notturno, tenuto conto che la salita si svolge tutta al sole, escluso il tratto di canale che generalmente si dovrebbe trovare con neve ben trasformata.
Che altro dirvi? Ambiente stupendo, grande soddisfazione, ma purtroppo per colpa mia questa volta non ho vissuto a pieno questa esperienza a causa del caldo e della neve che si era trasformata in sabbie mobili, il mio consiglio è quello di valutare molto bene le condizioni e le temperature.

REGIONE:
Svizzera

GRUPPO MONTUOSO:
Bernina

LUNGHEZZA:

800m circa di dislivello

DIFFICOLTÁ:

Passi di III°, pendii di ghiaccio e/o neve con pendenza massima di 60° circa. D

ESPOSIZIONE:

Nord e Est

MATERIALE CONSIGLIATO:

Mezza corda da 60m, piccozze, ramponi e chiodi da ghiaccio e da roccia, friends e qualche nuts.

TIPO DI TERRENO:

Pendii ripidi di neve o ghiaccio, tratti di arrampicata e lunghi tratti di cresta molto affilata.

APRITORI:

J.T. Burton Alexander , Christian Zippert, Florian Grass il 31 luglio 1899

PERIODO CONSIGLIATO:

Aprile, maggio, giugno

ACCESSO STRADALE:

Raggiungere Lecco, Colico, Chiavenna e superare il confine di Stato. Una volta superato il passo del Maloja si raggiunge St. Moritz, Pontresina ed infine Diavolezza, parcheggiando all'impianto di risalita.

AVVICINAMENTO:

Dagli impianti di risalita si segue la lunga mulattiera che porta alla capanna Diavolezza 2975m, è possibile seguire un sentiero parallelo sicuramente meno ripido e faticoso. Dal rifugio si segue il buon sentiero che con alcuni sali e scendi raggiunge la Fuorcla d’Arlas 3020m. Scendere sul sottostante ghiacciaio e passando sotto il pizzo Cambrena si punta l’evidente sperone con un primo tratto in discesa, infine un tratto in leggera salita conduce alla base dello sperone Zippert. Una volta arrivati al rifugio Diavolezza è anche possibile scendere sul ghiacciaio al di sotto del rifugio, passando per nevai e sfasciumi, ma in questo caso si perde un sacco di dislivello per poi riprenderlo sul ghiacciaio, sprecando tempo e energie preziose.

ATTACCO:

Alla base dello sperone, nel punto più vantaggioso per entrare nel canale.

RELAZIONE:

Superare la crepaccia terminale (a noi non ha dato nessun problema) ed entrare nel ripido canale nevoso.
Lungo il primo tratto non è agevole proteggersi, sia per la qualità della roccia, sia perché le fessure dove infilare qualche friend sono scomode da prendere. Dopo circa 150/200m si riesce ad effettuare una conserva assicurata su roccia ottima sino al colletto al termine del canale. A questo punto si può traversare a sinistra con un tratto di misto e prendere la pala ghiacciata esposta ad est che conduce poco sotto la vetta, questa soluzione è sicuramente più sbrigativa e semplice ma noi non l’abbiamo testata. A causa della neve inconsistente abbiamo preferito rimanere sulle roccette in cresta.
Al termine del canale si affronta un tratto di misto che conduce alla cresta terminale che, con terreno prevalentemente glaciale, conduce in vetta. Rocce affioranti per proteggersi non mancano, sicuramente la parte alta è meno provvista ed in alcuni punti bisogna procedere in conserva.

DISCESA:

Si attraversa verso oriente, raggiungendo il Pizzo Palù Centrale, quindi quello orientale e, scendendo per la frequentatissima via normale del Pizzo Palù Orientale, si giunge sulla traccia di avvicinamento.

SCHIZZO:

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