Petites Jorasses 3650m
Via Bonatti-Mazeaud

Arrampicata stupenda su roccia da favola in un ambiente grandioso e solitario. Abbiamo portato 2 serie di friends e un 4 della BD perché molti tiri sono da integrare, altri da attrezzare completamente e a volte bisogna anche fare sosta. Prestare attenzione alla relazione di Bassanini che è parecchio svalutata. Abbiamo percorso la via fino dove l'originale piega a destra per entrare nell'orrido canalone, tralasciando gli ultimi 2 tiri della Manera che conducono in cresta. Se si volesse andare fino in cima al Petites Jorasses bisognerebbe portare piccozza e ramponi in spalla per usarli solo nel tratto di cresta finale. Una nota di grande soddisfazione personale nell'aver percorso in libera tutto il diedro che caratterizza la via, anche grazie alla fortuna di averlo trovato asciutto.

REGIONE:
Valle d'Aosta

GRUPPO MONTUOSO:
Monte Bianco

LUNGHEZZA:

470m di sviluppo (12 lunghezze)

DIFFICOLTÁ:

VIII

ESPOSIZIONE:

Sud-est

MATERIALE CONSIGLIATO:

Rinvii, 2 serie complete di friends fino al 3, un 4 e qualche nuts, martello e chiodi. Piccozza e ramponi per l'attacco.

TIPO DI ROCCIA:

Splendido granito. Attenzione a qualche blocco pericolante.

APRITORI:

W. Bonatti e P. Mazeaud nel 1962

PERIODO CONSIGLIATO:

Estate

ACCESSO STRADALE:

Seguire per il Monte Bianco, arrivati a Courmayeur si entra in Val Ferret e si prosegue fino a Lavachey, parcheggiando l'auto vicino alla grande area pic nic in località Fréboudze 1650m.

AVVICINAMENTO:

Attraversare con il ponte in legno il torrente e seguire il sentiero che in leggera salita costeggia la Dora fino ad incontrare il torrente che scende dalla Valle di Frébourze. Costeggiare il corso d'acqua per qualche decina di metri, fino ad individuare il punto ideale per guadarlo, attenzione perché in questo punto il torrente si dirama in vari corsi d'acqua minori, quindi ci sarà da guadarlo varie volte. Più salite e più il torrente sarà difficile da guadare. Si risale ora la parte destra della valle e del corso d'acqua, per pietraie e prati fino ad individuare ometti e bolli gialli che conducono ad una zona attrezzata con corde fisse, altro breve guado. Arrivati sulla parte alta della valle, seguendo sempre i bolli gialli e i numerosi ometti, si va verso sinistra alternando nevai e tratti su sfasciumi. Un ultimo breve tratto attrezzato conduce al confortevole Bivacco Gervasutti 2835m. Attenzione perché le condizioni di accesso al bivacco possono essere variabili a seconda dell'andamento stagionale. (3h30/5h00 dall'auto) Dal bivacco scendere sul ghiacciaio procedendo in direzione dell'evidente parete, che si raggiunge in circa 1h00. Il percorso è variabile a seconda delle condizioni.

ATTACCO:

Per un sistema di facili fessure e diedri sulla direttiva del grande diedro che caratterizza la salita

RELAZIONE:

L0 Salire per fessure alla base del diedro. (10m, nessun chiodo, sosta su 2 chiodi, IV+)
L1 Seguire la rampa, spostandosi a sinistra sulla comoda terrazza. (25/30m, nessun chiodo, sosta su 2 chiodi e un fix, V)
L2 A sinistra della sosta, salire il diedro appoggiato uscendo sulla destra, possibile sosta. Salire le fessure sulla destra (attenzione ai blocchi instabili) fino alla cengia da percorrere qualche metro a sinistra fino a sostare alla base di un diedro verticale/strapiombante, sosta da attrezzare su friends. (60m, 1chiodo e 1 sosta, sosta su friends, V+)
L3 Traversare a sinistra sulla cengia ed entrare nel diedro seguendolo sino alla base del diedro che caratterizza la via. (50m, nessun chiodo, sosta su 3 chiodi, V+)
L4 Salire il diedro sfruttando le fessure sulla faccia destra. (25m, 2 chiodi, sosta su 2 chiodi, VI)
L5 Salire ancora il diedro fino al tettino, uscire a destra e sostare. (25m, 1 chiodo, sosta su 3 chiodi, VII)
L6 Salire ancora il diedro fin sotto il tetto uscendo a sinistra. (35m, molti chiodi, sosta su 3 chiodi, VIII)
L7 Obliquare a sinistra passando sotto il tetto e sostando poco oltre. Passaggio da contorsionista, attenzione. (15m, 1 chiodo, sosta su 2 chiodi e spuntone, VI+)
L8 Dritti sopra alla sosta aggirando sulla destra un tettino (roccia un po' lichenosa) seguire il sistema di fessure che va verso sinistra per poi rientrare in sosta sulla destra su comodo terrazzo. (50m, nessun chiodo, sosta su fix e spuntone, VI)
L9 Obliquare verso destra puntando ad una grande clessidra, arrivati nei pressi di questa ci si accorge che sono 2 blocchi separati, non raggiungerli e uscire sulla cengia alla loro sinistra. (45m, qualche chiodo, sosta su 2 chiodi, VI+)
L10 Traversare a sinistra fino a un breve diedrino che permette di immettersi in una rampa ascendente verso destra che va seguita fino alla sosta. (35m, nessun chiodo, sosta su 2 chiodi, V)
L11 Seguire verso destra la rampa fino a un sistema di fessure che va verso sinistra. (50/55m, nessun chiodo, sosta da attrezzare, IV) L'originale Bonatti va verso destra, noi abbiamo percorso ancora un tiro per raggiungere la cengia e le calate.
L12 Obliquare verso sinistra seguendo il sistema di fessure, salire una bella placca protetta da un chiodo e uscire sulla cengia. Continuando ad obliquare verso sinistra si arriva sulla direttiva della sosta a fix della via Pantagruel, salire gli ultimi 5 metri in verticale. (50m, 1 chiodo, sosta su 2 fix, VI-)

DISCESA:

In doppia lungo la via “Pantagruel”. Controlla lo schizzo a fine relazione. Le calate si trovano facilmente e sono a basso rischio incastro e non vanno oltre i 45/50m di lunghezza.

SCHIZZO:

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