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Abruzzo 2020

Anche quest'anno la fine della stagione estiva (che ricordo si conclude il 31 agosto, stagione meteorologica) mi porta a fare un bilancio sulle vacanze estive che ancora una volta si sono svolte in terra abruzzese. Ormai sono un “local”! A parte gli scherzi, ci sono vari motivi per i quali ancora una volta ho scelto questa regione e soprattutto le rocce del Gran Sasso. Vie di arrampicata belle e poco frequentate, tempo stabile, posti stupendi, trattorie economiche. Inoltre la scarsità di ricezione turistica, che quest'anno era aggravata dalle assurde regole contro il virus, tengono lontana la massa di pecoroni, che dopo un anno incolonnati in tangenziale per andare al lavoro, si ammassano incolonnati sulle ferrate e sentieri delle località più note delle dolomiti e non solo. Alla gente piace stare in coda........ (piccola considerazione critica, dopo aver visto alcune foto sulle ferie 2020 degli italiani in Italia). Con questo non dico che al Gran Sasso non ci sia nessuno, le principali normali sono molto affollate, ma al di fuori di questi percorsi non si trova veramente nessuno.
Quest'anno abbiamo a nostra disposizione meno tempo, comunque in una settimana se la meteo ci “assiste” si possono fare delle belle scalate. Così è stato! Complice l'ottimo allenamento di quest'anno, siamo riusciti a fare 8 vie in 8 giorni, tenendo conto che due giorni sono stati di viaggio e uno di riposo. Chiaramente alcune vie di queste otto sono brevi e concatenate con altre, nonostante ciò, nessun itinerario percorso è banale, anzi, tutti richiedono esperienza ed impegno. Questo lo vedrete nelle relazioni che a breve pubblicherò. In questa “spedizione 2020” siamo riusciti ad “esplorare” un versante nuovo del Corno Grande orientale, il paretone. Forse una delle zone più selvagge del massiccio, perché l'accesso è lungo, esposto e laborioso. Siamo tornati alle spalle, le quali si sono confermate un posto di qualità per la scalata.
Non può essere tutto “rosa e fiori”, sarebbe troppo bello........ Quindi con rammarico faccio una segnalazione riguardante il bellissimo rifugio Franchetti. Premesso che Luca Mazzoleni (il gestore) è persona molto disponibile e preparata sulla zona, non è così per i suoi collaboratori.......... Vengo al sodo. Facendo campo base in tenda al rifugio, abbiamo pensato le serate di cenare presso la struttura. Purtroppo il gestore è mancato per un giorno (probabilmente per la gestione di un rifornimento in elicottero) e la banda di ragazzetti incapaci, ha fatto dei grandi casini. A noi ed un'altra coppia ci ha messo a mangiare in terrazza, la motivazione è stata per non avere troppi assembramenti all'interno, c'era molto posto libero.......... Come se non bastasse, il giorno dopo hanno fatto una grande confusione con il conto, senza saper giustificare il motivo per il quale ci hanno fatto pagare una quota differente da quella sul tariffario. Arrivati alla macchina e guardando con calma sullo scontrino, abbiamo notato che non ci hanno fatto pagare un pacchetto di patatine e una minestra.......... Purtroppo non erano neanche simpatici.......... quest'anno i collaboratori del Franchetti facevano veramente pena............. Mi dispiace molto per il gestore che, ripeto, persona preparata e disponibile, la quale gestisce da 30 anni questa magnifica struttura. Le prossime volte, se rivedrò la stessa banda di incapaci, eviterò di spenderci soldi. Questa segnalazione la faccio in quanto ritengo che in un rifugio ci debba essere molta più solidarietà che nelle comuni strutture di ricezione turistica. Se non fosse così, non si dovrebbe chiamare rifugio, ma albergo......
Vi aspetto sul sito per le relazioni del Gran Sasso 2020!!!!
Buone scalate a tutti!!!

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Abruzzo 2019

Proprio in queste ore sul Gran Sasso ha fatto la prima spruzzata di neve, gettando nel silenzio più profondo le montagne che questa estate mi hanno regalato emozioni forti. Questo silenzio durerà molti mesi, il buio e il freddo terranno lontane le persone ma non i miei ricordi. La notte passata in tenda con un vento che sembrava ci volesse strappare dalla montagna, i tramonti dal bivacco Bafile, le gambe stanche lungo il trekking della Majella, la doccia gelata nell'abbeveratoio delle pecore, le cene consumate con panorami mozzafiato, le comodi notti passate sul mini van dopo le fatiche. Negli ultimi anni, quando si sente parlare di Abruzzo è purtroppo per il terremoto. Fortunatamente non parlerò di questo, anche se una piccola parentesi in proposito è d'obbligo: ma non è ancora il momento, troverete qualche breve accenno all'interno dell'articolo. Quest'anno sono tornato per la seconda volta in questa terra stupenda. La prima volta, l'ormai lontano 2016, ebbi un'ottima impressione, sia per i bei itinerari percorsi, sia per i posti stupendi che visitammo. Purtroppo fu una visita frettolosa (4 vie in 3 giorni) tutta concentrata sull'arrampicata. Tornai felice, ma con una gran voglia di conoscere quello che non avevo visto, fu un assaggio che mi fece venire ancora più “fame”. Quest'anno finalmente è giunto il momento di tornare e i tempi a disposizione sono enormemente superiori al 2016. In tre settimane scarse a nostra disposizione abbiamo ripetuto 5 itinerari sul Gran Sasso, molto belli e/o di soddisfazione, alcuni dei quali con lunghi avvicinamenti, visitato qualche falesia tra Majella e Gran Sasso, ed infine percorso uno dei trekking più belli che abbia mai fatto, quest'ultimo in Majella. Inoltre non è mancata la parte turistica, perché Abruzzo non è solo Gran Sasso o Majella ma anche numerosi borghi storici dove è possibile fare un salto nel passato e soprattutto dove si possono mangiare gli ottimi prodotti tipici della zona a costi veramente contenuti. Altri luoghi da visitare sono sicuramente gli eremi, costruzioni (se così si possono chiamare) suggestive, in luoghi altrettanto suggestivi. In particolare l'eremo di Santo Spirito a Roccamorice e l'eremo di San Giovanni. Quest'ultimo poco costruito e molto spartano ma sicuramente suggestivo perché si trova in un angolo molto selvaggio, immerso in una bellissima faggeta a circa due ore di cammino dall'ultimo centro abitato e dove sicuramente non troverete turisti a visitarlo a differenza di quello di Santo Spirito, dove oltretutto c'è anche un biglietto per l'ingresso. Tranquilli, non mi ha pagato nessuno per fare tutta questa pubblicità, “è tutta farina del mio sacco”. Lo “spot pubblicitario” (gratuito) lo faccio perché abbiamo passato una vacanza molto bella ed appagante. Adesso veniamo alla parte meno bella della nostra esperienza. Purtroppo sono ancora presenti i segni degli ultimi terremoti, addirittura ci sono cantieri riguardanti il sisma avvenuto circa dieci anni fa... Assurdo per una terra che potrebbe vivere quasi di solo turismo... Inoltre mancano campeggi, e i pochi che ci sono sono brutti e mal gestiti come ad esempio il “Ristocamping Gran Sasso” dal quale vi consiglio di stare alla larga. Purtroppo tutti i bivacchi che abbiamo incontrato si trovano in totale o parziale degrado, questo a causa, secondo me, non solo della maleducazione della gente, come si vuole far credere, ma soprattutto dell'età delle strutture e della cattiva gestione delle stesse. Una nota di merito va all'ottima gestione del rifugio Franchetti. Il gestore, Luca Mazzoleni, è persona molto disponibile e preparata a dare consigli utili e soprattutto aggiornati degli itinerari in zona. Insomma, ci sono sicuramente più aspetti positivi che negativi nel fare un viaggio in Abruzzo, anche perché in questo modo sosterrete in maniera dignitosa una terra fortemente e ripetutamente colpita dalla forza della natura. All'interno del sito, troverete tutti i report delle gite passate (2016) e quelle di questa estate (2019). Buona lettura

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Ci vuole "Costanza"

Ci vuole proprio Costanza per riuscire a coronare dei piccoli sogni, figuriamoci quelli grandi........
Fatto sta che scalare una via Bonatti per me è sempre un grande sogno da realizzare!
Questo sogno oggi si è materializzato!

Torniamo a qualche anno fa, quando scalai la Cassin al Costanza e vidi la parete dove passava la Bonatti. Pensai che sarebbe stato “super” scalare anche quella linea e che prima o poi l'avrei fatto. Ma quando????
La verità è che non ho mai chiesto a nessuno di accompagnarmi, me la facevo sotto al solo pensiero di ritrovarmi su quei gialloni marci, appeso completamente nel vuoto!!!

Ho archiviato la “pratica Bonatti” con la seguente frase: “la parete è sempre li! Non la muove nessuno! Ci sono tante pareti in giro, proprio questa vuoi fare???”

Il timore reverenziale era troppo....... fino a qualche giorno fa, quando una voce dentro di me ha detto: Bonatti!! C'è ancora da fare la Bonatti al Costanza!

Quest'estate le alpi sono flagellate ad intermittenza da un sacco di temporali pomeridiani e sinceramente non ho voglia di farmi 5 ore di auto per raggiungere le dolomiti, rischiando di fallire una salita per il mal tempo.

Se non sono io che vado in dolomiti, sono le dolomiti che vengono da me!!
A parte gli scherzi, mi sembrava una bella alternativa a neanche 1h di auto da casa e a costo zero.
Seguendo il nostro stile, mi trovo con Andrea alle 05,00 a Lecco, perché così presto?? Perché se c'è da scalare non ci piace dormire, abbiamo lo stesso entusiasmo dei bambini alla notte di natale. Poi a noi piace così! Inaspettatamente faccio la via tutta “a vista” fino a 1 metro dalla fine delle difficoltà!!!!! La “ghisa” mi ha sopraffatto......... e costretto a tirare 1 chiodo più che per progredire, per “sghisare”......... Ma cazzo!!! Mi appendo quando ero quasi in “catena”.......
Non importa, non pensavo di arrivare in arrampicata libera fino quasi alla fine della via. Sono comunque contento e soddisfatto per la giornata avventurosa in un angolo poco addomesticato della Grigna.
Giocare a mettersi nei panni in un fuori classe come Bonatti, ripercorrendo questa via, è stato bellissimo!
Ogni via di Bonatti mi ha regalato grandi emozioni e soddisfazioni. Sono sempre vie logiche e di grande continuità con un'arrampicata elegante, inoltre l'ingaggio è assicurato! Pensando a lui con gli scarponi, le corde in canapa, il terreno vergine che stava affrontando, il marcio che ha trovato...... pazzesco la forza morale di quell'uomo!!!!
Grazie Walter! Grazie per i gioielli che ci hai lasciato, grazie per essere riuscito a far sognare generazioni di scalatori. Le tue vie non passeranno mai di moda.
Un ringraziamento anche a Gerri, che qualche anno fa ha rivisto le soste e numerose protezione lungo i tiri, in occasione della prima libera. Grazie alla sistemazione oggi ci ha permesso di scalare più tranquilli divertendoci tantissimo!!!
A breve la relazione

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Panzeri-Riva Pilastro Rosso del Lago 

Maurizio V. mi comunica che un chiodo lungo la L5 si è spezzato durante un resting. A quanto mi comunica non dovrebbe proteggere un passaggio particolarmente difficile, è comunque opportuno prendere le precauzioni del caso in base alla propria esperienza.

Buone scalate
Alessandro

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MESSNER - PILASTRO DI MEZZO

Chi è Messner e cos'è il Pilastro di Mezzo?
Per chi non lo sapesse Messner è una delle leggende dell'alpinismo, una di quelle persone che in montagna ha fatto imprese pazzesche, al limite dell'immaginabile, proprio come la via al Pilastro di Mezzo.
Ho salito poche vie di Messner (Cima della Madonna, Diretta in Marmolada, Grande Muro) ed ogni itinerario mi ha dato modo di scoprire qualcosa in più su quest'uomo, conoscerlo e di capire il grande talento esplorativo che lo ha contraddistinto. Ma più di tutte è stato il Pilastro di Mezzo a farmi capire quanto Messner abbia rivoluzionato l'arrampicata e soprattutto quanto fosse avanti rispetto al suo tempo.
Il Pilastro di Mezzo è una via carica di storia e ripetendola ho provato ad immaginarmi cosa fosse successo, 49 anni fa', su questa parete. Immagino Messner sul quel piccolo gradino di roccia che, alzando lo sguardo, vide quella placca di 4 metri compatta, ostile ed inchiodabile che lo separava da una fessura che lo avrebbe fatto progredire. Impossibilitato a scendere per via della situazione in cui si trovava, dopo un'ora decise di lanciarsi verso l'ignoto e riuscire in una delle imprese più grandi e discusse della storia dell'alpinismo.
Al tempo stesso non posso non citare Heinz Mariacher, primo ripetitore della via, che aprì una variante più semplice ma anch'essa incredibile per audacia e logicità e che l'anno successivo fece la prima libera dell'itinerario originale. Come riportato in un'intervista Mariacher afferma che non bisogna solo soffermarsi sul passaggio Messner ,attualmente valutato di VIII , ma analizzare tutto l'itinerario aperto dal fortissimo e giovanissimo Reinhold. Itinerario che aprì con l'altrettanto forte e coraggioso fratello con i materiali di cui disponevano ai tempi. Utile, di tanto in tanto, provare ad immedesimarsi negli altri...e non solo in ambito alpinistico, sia chiaro, ma nella vita di tutti i giorni: lo reputo un bell'esercizio per mantenersi lucidi nei giudizi. Proviamo a farlo anche noi: immaginiamo di essere uno di quei due ragazzi poco più che ventenni con ai piedi grossi scarponi, una corda (con la quale non legheremmo nemmeno una barca) , chiodi pesantissimi, nessun nuts o friends, l'incognita del meteo, nessuna relazione che indicasse la strada e nessun chiodo già piantato sul quale appendersi in caso di difficoltà. Se a noi ripetitori “moderni” sembra difficile ripetere questa via, chissà le emozioni di quegli istanti !!! E che coraggio Mariacher che, dopo dieci anni di tentativi dei più forti arrampicatori dell'epoca, è stato il primo a ripetere la via del Pilastro di Mezzo... anche lui poco più che ventenne è riuscito nella ripetizione di un itinerario che aveva respinto tra i più forti scalatori di quegli anni.
Non posso che ritenermi fortunato, fortunato di aver avuto la possibilità di mettere le mani su di un pezzo di storia dell'alpinismo e di poter condividere la gioia e l'emozione che, seppur da ripetitore, questa via mi ha trasmesso.

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Via Gogna Corna di Medale

Riccardo F. mi comunica che il primo chiodo presente alla partenza di L4 sulla via Gogna si è rotto dopo una lieve sollecitazione durante l'A0. La rottura del chiodo ha causato un volo che fortunatamente si è concluso solo con un grande spavento. Come si evince chiaramente dalla foto, la protezione fuoriuscita era parecchio usurata. Viene consigliato di portare martello e chiodi per rimpiazzare la protezione mancante. Prestate attenzione anche alle altre protezione che sono sicuramente datate.

Buone scalate
Alessandro

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Sezione Aurea Corna di Medale

Eugenio Pesci mi comunica che le piastrine mancanti della Sezione Aurea in Medale sono state ripristinate. Buona arrampicata!!!

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Sezione Aurea Corna di Medale

Eugenio Pesci mi comunica che sul sesto tiro di 7a+ della Sezione Aurea in Medale mancano due piastrine, tolte da ignoti. La via per ora non è percorribile a meno di portare le piastrine e avvitarle.

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Non vedo l'ora di provarli!!

Cosa? Dei bellissimi tiri su roccia favolosa!! A breve sul sito ci sarà lo schizzo dettagliato di questa nuova falesia a due passi da Lecco. I tiri nuovi vanno dal 7a in su, ma vicino ci sono anche tiri più semplici. State collegati!!

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Gran Sasso Expedition 2016

Appena rientrato dalla bellissima esperienza al Gran Sasso. A breve interessanti relazioni e tante belle foto delle montagne Abruzzesi, rimanete sintonizzati!!!

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Riflessioni di uno spazzolatore

Come ogni estate, ai primi caldi, una puntatina al Nibbio non può mancare. E può succedere che, dopo tanti anni di frequentazione della stessa falesia, si ripetano dei tiri già chiusi. Proprio in questi giorni ho rimesso le mani su due vie molto belle: la “Goduria dell'Anguria” e la “Mc Kinley” e ammetto di essere rimasto spiacevolmente impressionato dalle condizioni in cui le ho trovate. Ho conosciuto entrambe le vie già unte e sporche di magnesite, ma non immaginavo quanto fosse peggiorata la situazione. Sicuramente l'aumentata frequentazione del Nibbio, così come di altre falesie, ha contribuito ad usurare la roccia. Ma cosa si può fare per rallentare il processo? Negli ultimi anni ho acquisito una maggiore sensibilità verso i luoghi che frequento, adottando comportamenti il più possibile rispettosi. A tutti piace trovare la falesia pulita, i sassi disgaggiati ed i moschettoni di sosta non scavati…ma è necessario contribuire!! Quante volte ho visto climber (noti, esperti e non esperti) scalare più volte gli stessi tiri SENZA MAI SPAZZOLARE!!! Quante volte tentiamo un tiro e ci caliamo dal moschettone di servizio della sosta anziché lasciarne uno dei nostri, evitando l'usura del materiale fisso!? Purtroppo il Nibbio è l'esempio lampante di come una falesia stupenda possa decadere in poco tempo, complice -a mio avviso- la mancata ed INDISPENSABILE richiodatura. Mi rivolgo quindi a tutti i lettori, sperando che queste righe possano far riflettere chi come me, giorno per giorno, può contribuire attivamente a preservare i luoghi che frequenta.

Buone scalate
Alessandro

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Masone tre anni dopo

Sabato 17 ottobre 2015, complice un'uggiosa giornata di inizio autunno, ho deciso di tornare ad arrampicare nella falesia di Masone: ero curioso di rimettere piede (e mani) in questa bellissima struttura rocciosa, nonostante non l'avessi mai frequentata molto.
Qualche settimana fa un amico mi aveva detto che dopo la schiodatura di 3 anni fa' ( in seguito al disboscamento da parte di ignoti di alcune aree intorno alle falesie di Erna e Masone) la
struttura era stata ripristinata quindi.... zaino in spalla: andiamo a vedere!Arrivati sotto la parete ci siamo accorti che purtroppo non è stato ripristinato un bel niente! Molti tiri sono rimasti chiodati, ma altrettanti sono stati schiodati.
Giustamente penso che chi a
bbia chiodato la struttura si senta “responsabile” di ogni atto di vandalismo nei pressi della falesia e che il gesto di schiodare fosse espressione di un forte disappunto nei confronti di chi, in giro per le montagne, si sente a casa propria.
Mi sorgono però delle domande: che bisogno c'era di segare i tasselli dei fix? Non bastava togliere tutte le piastrine?
Il fatto di Masone, le vicende del Nibbio fanno capire quanto ci voglia una regolamentazione sulle falesie atta a prevenire spiacevoli inconvenienti e valorizzare il territorio locale.
Ho sentito quindi il bisogno di esprimere il mio parere al riguardo, nella speranza di toccare la sensibilità della comunità dei climbers.

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Attenzione!!! Ancora scariche di sassi al Lariosauro!!!

Mi comunicano, Claudio ed Enrico, che intorno al 26 agosto si trovavano ad arrampicare al paretone della falesia del Lariosauro a Lecco, quando sono stati sorpresi da una scarica di sassi. Questa zona è nota per accadimenti di questo tipo, ritengo quindi importante che la notizia si diffonda il più possibile, al fine che ogni arrampicatore prenda le precauzioni del caso. Purtroppo è ormai qualche anno che frequento pochissimo alcune zone del lago, proprio per questi motivi. Il mio consiglio è che se proprio volete andare, portatevi un caschetto ed accertatevi che anche i vosti compagni lo abbiano, inoltre evitate lunghe soste esterni alla parete.

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Benvenuti su Danzaverticale!

Il sito nasce dalla volontà di crearmi uno spazio all'interno del web, portando avanti un cammino iniziato qualche anno fa con www.tuttoinlibera.it.  L'intenzione è di condividere con tutti voi le mie avventure in montagna e nel mondo, nella speranza che possiate trarne informazioni utili o nuove idee di viaggio.
Danzaverticale aspira a diventare un sito che possa interagire con i visitatori per creare una rete più capillare di informazioni tra persone che, come me, amano viaggiare... specialmente tra i monti!

Vi auguro una buona permanenza all'interno del sito!!!
Alessandro Longoni

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Alessandro Longoni

Benvenuti! Mi chiamo Alessandro e sono nato a Milano il 24 luglio 1981. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto stare all'aria aperta, passare le giornate in movimento e nei grandi spazi. I ricordi delle mie prime vacanze estive risalgono alla val di Cogne, dove ero solito fare lunghe passeggiate con i miei genitori, ma il primo vero contatto con la montagna l'ho avuto a 17 anni quando ho deciso di iscrivermi al corso di alpinismo della scuola di alta montagna Parravicini.  Folgorato dalle prime scalate su roccia e ghiaccio, non ho mai smesso di andare in montagna! In questi anni mi sono divertito ad arrampicare sulle Grigne e in Dolomiti, a fare trekking sulle Ande e in Himalaya, a fare cascate di ghiaccio e scialpinismo. Andare in montagna non è solo una passione ma uno stile di vita e spero che la voglia di avventura non mi abbandoni mai. .